cultura

Confessioni – i libri di Benedetta

Confessioni – Catherine Airey

Un regalo di compleanno. Un libro. Tra le cose che più amo.

Mia sorella, mettendomi il testo in mano, mi ha detto: «È un romanzo appena uscito».

E anche se la copertina, con quelle due donne dai colori molto vivaci, mi era sembrata quasi quella di un videogioco — poi avrei capito perché —, all’inizio non mi aveva incuriosita particolarmente. L’avevo persino accantonato su una seggiola per qualche giorno.

Poi ho iniziato a leggerlo.

E già dalle prime pagine mi ha sorpreso.

Catherine Airey ci porta subito a New York, nel settembre del 2001, nei giorni successivi all’attentato alle Torri Gemelle. Cora, sedici anni, marina la scuola, guarda il telegiornale dal suo appartamento e sa già che suo padre è morto. Michael, contabile, lavorava al 104° piano della Torre Nord.

Cora cammina sola per le strade della città e noi camminiamo con lei, dentro quell’atmosfera sospesa e irreale del dopo attentato. Le strade sono tappezzate dalle fotografie dei dispersi e, tra quei volti, Cora affigge anche quello di suo padre.

Il suo disorientamento, più che comprensibile, diventa immediatamente anche il nostro. Le sue fughe dentro un cinema, per dimenticare il presente almeno per due ore, ci fanno entrare ancora di più nella sua solitudine.

Sua madre, una pittrice, è morta otto anni prima e Cora, poco più che adolescente, si ritrova improvvisamente sola.

Dall’Irlanda, però, arriva una lettera inaspettata. Róisín, una zia di cui Cora ignorava persino l’esistenza, sostiene di voler mantenere una promessa e le offre una casa a Burtonport, il villaggio dove erano nati i suoi genitori.

Quel nome riaccende in Cora un ricordo d’infanzia: Burtonport è il luogo in cui era ambientato Scream School, un vecchio videogioco che aveva conosciuto da bambina.

Ed è proprio a Burtonport, nel Donegal, che nel 1974 la vita di Róisín e della sorella Máire ( madre di Cora) viene sconvolta dall’arrivo delle Urlatrici, un collettivo di artiste femministe. Insieme a Michael, il ragazzo della porta accanto, le due sorelle vivono una stagione di scoperte, ribellioni e verità taciute, fino a quando una catena di scelte fatali metterà un oceano tra loro, separandole per il resto della vita.

Anni dopo, nel 2018, sarà Lyca, la figlia di Cora, a riannodare i fili di questa storia.

Siamo in un’Irlanda attraversata da grandi cambiamenti, nel periodo dello storico referendum sull’aborto. Lyca cerca la propria identità anche prendendo le distanze dall’attivismo della madre, una figura poco presente nella sua vita e completamente assorbita dal lavoro. Ma sarà la scoperta di un archivio segreto in soffitta — tra vecchi macchinari medici, documenti impolverati e le cassette di Scream School — a costringerla a confrontarsi con una verità rimasta sepolta per decenni.

E qui il romanzo diventa molto più di una storia familiare.

È un viaggio attraverso diverse generazioni di donne, attraverso epoche, luoghi e ferite che sembrano lontani ma che, in realtà, continuano a parlarsi. Il passato torna continuamente a bussare alla porta del presente e ciò che è stato nascosto, taciuto o rimosso finisce inevitabilmente per riemergere.

Ho pensato a questo romanzo come a un grande armadio.

Ogni anta che apriamo nasconde abiti diversi, colori, profumi, epoche e storie. E poi ci sono i cassetti: alcuni facili da aprire, altri più duri, altri ancora che avremmo quasi paura di tirare fuori.

Non ci si annoia seguendo le vicende di queste donne e delle epoche che attraversano, mentre ciascuna cerca, a modo suo, la propria identità.

È un romanzo sui legami tra sorelle, tra madri e figlie, sulla memoria e sui segreti. Ma soprattutto è una storia di donne che cercano di capire chi sono, anche quando il peso delle generazioni precedenti sembra aver già deciso qualcosa per loro.

Mi è piaciuto perché non racconta una sola storia: ne intreccia molte, lasciandoci scoprire poco alla volta come ogni filo sia collegato agli altri.

E forse è proprio questo che mi ha conquistata: quella copertina che all’inizio avevo guardato con poca curiosità e che poi, alla fine della lettura, ho capito molto meglio.

Un regalo di compleanno che, dopo qualche giorno dimenticato su una seggiola, si è rivelato davvero un bel regalo.

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