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Il cammino tormentato e incerto del credente

2ª domenica di Pasqua (della Misericordia) – anno BIl cammino tormentato e incerto del credente

Il protagonista di questa domenica è Tommaso, uno dei dodici Apostoli di Gesù. Le resistenze e i dubbi dei discepoli nell’incontro con Gesù risorto sono concentrati nella sua figura. Essi a lui, che non era presente al primo incontro col Risorto, annunciano la fede pasquale : « Abbiamo visto il Signore ». la sua reazione pone il problema del rapporto tra “vedere” e “credere”. 

Tommaso è il rappresentante tipico della nostra mentalità moderna o postmoderna, materialista e positivista, che ammette solo ciò che cade sotto i sensi, ciò che si può misurare, verificare con gli strumenti scientifici, ed esclude il mistero. Una fede che si basi sul vedere e sul toccare è troppo facile, anzi, non è più fede. 

La parola di Gesù a Tommaso, che oltre al “vedere” esige eccessivamente anche di “mettere il dito”, suona come un forte rimprovero per la sua pretesa di voler condizionare il “credere” al “vedere” e “toccare”. Ma forse Tommaso avrebbe voluto indovinare, che c’era stato veramente in mezzo ai discepoli il Signore risorto, a partire dalla loro gioia incontenibile; quindi dall’atmosfera, del “sacramento dei loro volti!!, cioè sarebbe bastata l’espressione delle facce, il tono della voce, il clima di allegria e di pace. Invece, sembra che i loro volti smentivano il racconto. Tommaso avrebbe allora voluto  i segni più concreti, perché li erano stati negati da quelli che avevano visto Cristo risorto. Si tratta oggi di vedere questi segni nella Chiesa. Più che dimostrare, spiegare la risurrezione e/o Gesù, la chiesa o i cristiani odierni dovrebbero irradiare la sua presenza salvifica. Non soltanto il “toccare” diverrebbe superfluo, ma anche il “vedere”. 

«Metti qua il tuo dito ». Dopo questo invito, che capovolge le dichiarazioni iniziali di Tommaso, egli subito fa la sua professione di fede : « Signore mio e Dio mio» davanti a Gesù che si presenta nella realtà di Crocifisso con i segni della passione e morte. E’ la riposta di un uomo trasformato dalla presenza del Signore. E’ anche la più alta ed esplicita formulazione di fede cristologica : Gesù non solo è il Signore glorificato, ma colui che rende vicino ed accessibile l’unico ed invisibile Dio. Forse è per questo motivo che nel vangelo di Giovanni il nome di Tommaso compare sette (7) volte, proprio il numero che simbolizza la pienezza, la totalità. 

Tommaso è un discepolo che segue un itinerario lento, pieno di incomprensioni e smarrimenti, ma il suo itinerario è “esemplare” : quello di uno che cerca con generosità e coraggio. Tommaso non è dunque un campione di incredulità, ma di ricerca di verità. 

Però la beatitudine finale di Gesù « beati quelli che crederanno senza aver visto», in ogni modo, va oltre le esigenze” legittime di Tommaso ed è un incoraggiamento a percorrere l’itinerario di fede sulla base dell’ esperienza e della testimonianza dei primi discepoli.

Don Joseph Ndoum

Prima lettura Atti 4,32-35 dal Salmo 117/118 Seconda lettura 1Giovanni 5,1-6 Vangelo Gv 20,19-31

3 pensieri riguardo “Il cammino tormentato e incerto del credente

  • UN FORTE RIMPROVERO DI GESÙ A TOMMASO? LA SUA PRETESA DI VOLER CONDIZIONARE IL “CREDERE” AL “VEDERE”… E “TOCCARE”. TOMMASO AVREBBE ALLORA VOLUTO I SEGNI PIÙ CONCRETI. TOMMASO VIENE RIDOTTO A PERPLESSO E POI “TRASFORMATO”. MA LUI AVEVA GIÀ CAPITO TUTTO… E MI DICI, CARO JOSEPH, CHE È IL DISCEPOLO “LENTO”? PIENO DI SMARRIMENTO? IL SUO ITINERARIO É “ESEMPLARE” FIN DALL’INIZIO. LA NARRATIVA DEL DITO NELLA PIAGA É UN FOTOGRAMMA CHE LA TRADIZIONE HA VOLUTO RELEGARE NELLA CONOSCENZA COLLETTIVA. (sei come San Tommaso… non credi finché non ci metti il naso) MA LUI É IL “RICERCATORE DELLA VERITÀ” FIN DALL’INIZIO. TOMMASO AVEVA VOLUTO SCANDAGLIARE GESÙ, FIN DALL’INIZIO. SE MI CONSENTITE VORREI CITARVI ORA L’INIZIO ED UN DETTO DEL SUO VANGELO CHIAMATO QUINTO VANGELO…. IMPROPRIAMENTE… PERCHÉ IN REALTÀ É IL PIÙ ANTICO. (quindi dovrebbe essere chiamato primo) INIZIA COSÌ.. : IO MI CHIAMO GIUDA COME L’ALTRO APOSTOLO, MA SONO DETTO TAUMA, TOMMASO, CIOÈ DIDIMO, E VI DIRÒ QUANDO È COME GESÙ MI HA CHIAMATO COSÌ… GESÙ DETTAVA, IO SCRIVEVO…. ORA, ATTRAVERSO TANTE SBARRE E TANTE SPADE, GIUNGE A VOI LA SUA VOCE…. SEMBRANO PAROLE OSCURE, MA COLUI CHE NE SCOPRE IL SENSO PROFONDO SI LIBERA PER SEMPRE DALLE MORTI…. Come sorrideva Gesù quando gli dicevano che il Regno é su nei cieli. Rispondeva “ALLORA GLI UCCELLI CHISSÀ COME SONO IN VANTAGGIO SU VOI” e aggiungeva con voce dolcissima “IL REGNO É DOVUNQUE… FUORI E DENTRO DI VOI, SOPRA…. E SOTTO”. Riprendo ora un detto del suo Vangelo e lo reinterpreto immaginandomi… “RICORDI DIDIMO LA PARABOLA DEL BUON PASTORE? L’HO RACCONTATA TANTE VOLTE.”… Certo Maestro, la ricordo bene… “POSSEDEVA 100 PECORE E UNA DI LORO, LA PIÙ GRANDE, ERA SPARITA. CON UN SALTO AVEVA SCAVALCATO LA STACCIONATA E SI ERA AVVENTURATA VERSO L’IGNOTO.” SI, DIDIMO, LA PECORA PIÙ GRANDE… LA PIÙ ARDITA. SAI COSA ANDAVA A CERCARE QUELLA PECORA? Maestro mio, cercava la VERITÀ.” LA MIA PECORA PIÙ GRANDE, DIDIMO, SEI TU E TI AMO PIÙ DELLE ALTRE 99 PERCHÉ TU NON TI FERMI DENTRO LE SYACVIONATE…… Questo era Tommaso, DIDUMOS, Tauma… Fin dall’inizio.

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  • Jose Garcia

    Tommaso rappresenta il vero discepolo. Se non si capisce questo si mette in dubbio l’opera del Maestro. È Gesù che “crea” Tommaso, trasformando un uomo semplice in suo gemello (molto più significativo di un fratello). Gesù non ha mai cercato fedeli, predicava verità e conoscenza per fare scoprire Dio in ognuno di noi. “Voi farete miracoli ancora più grandi” diceva. E come? Con il semplice credo e l’obbedienza? O con la consapevolezza di chi siamo veramente (gemelli di Dio)? Tommaso si sarebbe forse allontanato dagli Apostoli ma non si è mai allontanato dalla Verità e dalla Via indicatogli dal Messia. E’ stata la chiesa ad allontanarlo, escludendo il suo Vangelo e presentandolo come un incredulo. Peccato che così facendo la Chiesa stessa si è allontanata dal insegnamento di Gesù.

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