Paolo Tofani: il monaco-musicista e la sua “Pure Devotion”.
Chi era abituato, come me, ad ascoltare i nervosi e incisivi interventi della chitarra di Sergio Tofani negli Area – gruppo d’avanguardia italiano degli anni settanta noto per aver saputo creare una perfetta sintesi di rock-fusion-jazz – rimarrà un po’ spiazzato (seppur felicemente) dall’evoluzione musicale di questo valido artista. L’uscita dalla band, nel 1977, ha segnato infatti una svolta totale nella vita e nella musica di Paolo Tofani: la ricerca spirituale lo ha portato a diventare monaco Hare Krishna, quella musicale (niente affatto separata dalla precedente) lo ha condotto a sperimentare la ricerca nell’applicazione di sintetizzatori alla sua chitarra elettrica e nella costruzione di prototipi di chitarre personalizzate fino a realizzare la Trikanta Veena (a tre voci), che attualmente utilizza con grande maestria.
La scelta di una via monastica, da parte di Tofani, che oggi ha 81 anni, lo ha condotto – attraverso un approccio spirituale – alla ricerca di sonorità diverse, sollecitando così la progettazione di uno strumento ideale per le sue nuove esigenze espressive: la Trikanta Veena. In realtà i suoi interessi per le tradizioni religiose estremo orientali risalgono alla sua gioventù, quando in un negozietto della Londra acquistò un libro intitolato I Raga’s dell’India Meridionale. L’essere tornato – dopo l’esperienza jazz-rock della musica occidentale – a questo suo interesse giovanile mostra l’attenzione che l’uomo Paolo Tofani deve necessariamente aver sviluppato per poter riproporre una tradizione musicale antica nella realtà del presente, onorando il suo “dovere di uomo e di artista senza tempo” (come egli stesso dichiara).
Paolo Tofani pubblica ora Pure Devotion, il primo album realizzato con la Trikanta Veena, che conduce l’ascoltatore in un’atmosfera fortemente ispirata ai suoni e alle suggestioni dell’India. Il titolo scelto da Tofani per la sua raccolta non può non portare a mente l’LP del 1973, Love, Devotion and Surrender, che i celebri chitarristi Carlos Santana e John Mc Laughlin realizzarono su ispirazione degli insegnamenti del filosofo indù Sri Chinmoy.
I brani della raccolta sono dieci: si tratta di un percorso avvincente che chiunque abbia apprezzato questo strumentista e compositore, già nella sua precedente carriera con gli Area, potrà sempre più valorizzare, attraverso ripetuti, e sempre più convincenti, ascolti. Dunque, le armonie delle composizioni si richiamano alla tradizione musicale dei raga (evidentissima in Big Heart, in Govinda e in Mela), eppure si notano anche presenze sonore occidentali: ora nella parte solistica, ora nei suggestivi arpeggi, come nello splendido Madhava (o in Mantra e Promise), ora nell’utilizzo di particolari ritmiche o tecniche esecutive (come in Risko e Pujia) Un plauso all’editore Aventino Music per aver creduto nel progetto di Tofani e aver dato alla luce questa splendido disco.
Eduardo Ciampi



