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A Nomadelfia è stato eletto Tommaso, nuovo successore di don Zeno

Venerdi 22 maggio, abbiamo eletto il nuovo successore di don Zeno: Tommaso. E un passo importante, carico di gioia e di responsabilità. Vi chiediamo di custodirlo e di accompagnarlo con la vostra preghiera in questo nuovo cammino, affinché la profezia di don Zeno continui a guidare i nostri passi.

Grazie a don Ferdinando per questi 17 anni di servizio fedele. (da Nomadelfia)

SUCCESSORE È IL POPOLO

Ogni realtà, dopo la partenza per la vita eterna del fondatore, si trova ad affrontare i problemi legati alla continuità della vita. Ci si pone la questione di come portare avanti il carisma che è stato dallo Spirito a quella persona.

Don Zeno aveva pensato ad un sacerdote successore. E l’Assemblea dei Nomadelfi nel 1981 aveva individuato tra i sacerdoti don Ennio, come primo successore. Pochi giorni dopo la sua elezione, don Ennio affermò che “Successore è il popolo”.  Don Ennio lo ribadì anche in un’intervista il 22 gennaio 1982: “Ho detto, fin da principio, che il successore non sono solo io è tutta la popolazione dei Nomadelfi, perché don Zeno è come un grano, un chicco di frumento che ha generato una spiga, cioè un popolo nuovo. Quindi siamo tutti corresponsabili. Lì ho visto subito che i Nomadelfi si sono fatti più maturi dopo la scomparsa del padre, diciamo di famiglia, e dopo tutti hanno preso le loro responsabilità. Il fondatore generalmente non costruisce, diciamo, con grande sviluppo, butta i fondamenti, si chiama fondatore per questo, si va in giù prima di costruire la casa. Ed è fondamentale questo qui, sulla roccia va fatta. Quindi il fondatore in gran parte lui ha dato i fondamenti su cui si basa Nomadelfia. Adesso a noi insieme tocca crescere e costruire sulle linee che lui ha dato per lo sviluppo di Nomadelfia, che in sostanza è una civiltà cristiana che nasce dal cristianesimo”.

Don Ennio perse la vita in un incidente stradale il 17 novembre 1984. Gli succedette don Enzo, che in occasione della sua elezione, sottolineò: Io ho tanti limiti e cercherò di aumentarli questi limiti, non nel senso che non voglio fare quel che devo fare, ma per dare la massima libertà a Nomadelfia”.

Don Enzo, che era stato il primo sacerdote a seguire don Zeno, rimase in carica fino alla sua morte, avvenuta il 2 marzo 2009.

Fino ad allora si era seguita la linea che riconosceva nel Successore la continuità della paternità su Nomadelfia e perciò si sosteneva che “quando uno è padre, è padre per sempre”.

Pochi giorni dopo, P. Massimo Cenci, che svolgeva l’importante compito di Rappresentante della S. Sede, ci invitò a rivedere questo aspetto, secondo le indicazioni che erano divenute normali nel mondo ecclesiale.

Venne eletto don Ferdinando, mentre i Nomadelfi affrontarono il compito di rivedere questo aspetto della durata della carica del Successore e lo fissarono a 7 anni, rinnovabili sempre.

Don Ferdinando è stato poi riconfermato. Alla scadenza del secondo mandato, Nomadelfia ha avviato un percorso di riflessione in stile sinodale per approfondire vari aspetti del proprio vivere, tra cui la figura del Successore.

Questo percorso, terminato nel dicembre 2024, aveva lasciato due questioni aperte:

– la durata delle cariche, tenendo conto del Decreto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita che poneva un limite di 10 anni per la permanenza di una persona in una determinata carica in una associazione ecclesiale

– il  numero di candidati alla carica di Successore.

Nel 2025 si è affrontato dapprima il limite dei mandati, adeguando la nostra Costituzione anche per il Successore, per cui può essere eletto al massimo per due mandati consecutivi di 5 anni.

Nel frattempo, posta la richiesta al Dicastero per il Clero, circa la possibilità di allargare la cerchia dei candidati ai diaconi permanenti appartenenti alla popolazione di Nomadelfia, il Dicastero ha risposto il 7 febbraio 2025: “Al riguardo, tenendo presenti i compiti che vengono assegnati a colui che l’assemblea elegge per essere garante della fedeltà allo spirito del Fondatore dell’Associazione, questo Dicastero ritiene che nulla si opponga a che tale compito possa venire assunto anche da qualsiasi fedele che abbia ricevuto questo carisma particolare”.

Di fronte a questa chiara indicazione del Dicastero, abbiamo avviato un periodo di riflessione assembleare, che ha portato poi a incaricare la Commissione per l’interpretazione della Costituzione di approfondire l’argomento e proporre dei testi a tutto il popolo.

Questo percorso si è concluso all’inizio di maggio, quando l’Assemblea ha votato le modifiche costituzionali che hanno esteso l’eleggibilità a tutti i membri di Nomadelfia. Contemporaneamente si è riconosciuto che il suo incarico fosse, per diversi aspetti, condiviso soprattutto con il Consiglio degli Anziani, con il Presidente e con il Rappresentante della S. Sede. Con questo atto dell’Assemblea, il Successore viene scelto tra tutto il popolo, perché ognuno deve sentirsi custode di questo carisma che Dio ha donato alla Chiesa attraverso don Zeno

Francesco di Nomadelfia

nella foto Tommaso di Nomadelfia

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