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Le cose belle prima si fanno poi si pensano: buona festa di San Lino

Ci sono parole che si ascoltano appena, e parole che invece, nell’istante esatto in cui risuonano, ti si posano addosso come uno specchio. Ti guardi dentro e capisci che stanno raccontando la tua storia, le tue scelte, persino i tuoi passi più incerti.

Ieri sera, nella nostra parrocchia di San Lino alla Pineta Sacchetti (Roma), don Aldo Buonaiuto, nuovo parroco, ci ha regalato un ritratto vivo e vibrante di don Oreste Benzi e di se stesso, per presentarsi ufficialmente alla comunità in un incontro pubblico moderato dal giornalista Giacomo Galeazzi.

Tra i tanti ricordi, ce n’è stato uno che mi si è conficcato nel cuore con la dolcezza delle grandi rivelazioni. Don Oreste, con quella sua schiettezza disarmante, amava definire se stesso «un bufalo in discesa»: uno che parte, che corre, che si getta a capofitto nella carità e nell’azione, spesso molto prima di aver pianificato ogni singolo dettaglio.

Così sul finire, Don Aldo, rivolgendosi ai suoi due collaboratori parrocchiali, don Giorgio e don Daniel, ha loro ricordato il suo motto: “Le cose belle prima si fanno poi si pensano”.

In quel preciso momento ho sorriso, perché ho rivisto noi. Ho rivisto il cammino de Il Centuplo.

Anche Il Centuplo, in fondo, è nato proprio così: prima si è fatto, poi si è pensato.

Tutto è iniziato da un’abitudine semplice, quasi da viandante. Trovandomi in giro per lavoro da clienti nuovi, mi fermavo a guardare il territorio e mi facevo sempre la stessa domanda: «Che cosa c’è di bello qui vicino?». E andavo a cercarlo. Poteva essere un santuario nascosto, una bottega artigiana, un’associazione silenziosa, un volto luminoso, una storia di riscatto.

A un certo punto, però, tenere quella bellezza chiusa nello scrigno del cuore è diventato impossibile. Se incontri una luce, la prima cosa che ti viene da fare è aprire la finestra per farla vedere anche agli altri. E così ho preso in mano lo strumento che conoscevo meglio — la scrittura — e ho cominciato a raccontare.

Non c’era un piano editoriale rigido. C’era solo l’impulso incontrollabile di restituire una parte di tutto il bene ricevuto.

Da quell’impulso iniziale, giorno dopo giorno, è germogliata una comunità. Sono arrivati gli autori, le scuole, le associazioni, le famiglie, i lettori. Sono nati migliaia di articoli, di “sguardi belli”, fino a conquistare persino le frequenze radiofoniche di Radio Mater con il nostro doppio appuntamento mensile.

Ma il motore profondo non è mai cambiato. È la certezza granitica che accompagna ogni nostra riga:

  • Ci sono più cose belle che brutte da raccontare.
  • Ci sono più persone luminose che cupe da far conoscere.
  • Ci sono più luoghi incantevoli che desolati da visitare e divulgare.

La frase di don Oreste ci ricorda proprio questo: la bellezza e il bene non sono concetti da calcolare a tavolino. Prima si comincia, prima si accoglie, prima si tende una mano. Poi si organizza, si struttura, si costruisce la strada per andare lontano.

Mentre don Aldo raccontava la vita di don Oreste, il pensiero è corso inevitabilmente a lui. Perché se don Oreste si definiva un bufalo in discesa, è impossibile non notare come anche don Aldo, arrivato da poco tra noi a San Lino, porti con sé la stessa travolgente energia. È entrato nella nostra comunità con l’entusiasmo di chi non perde tempo: idee, incontri, iniziative, uno sguardo aperto e tanta voglia di mettersi in gioco.

Siamo davanti, ho pensato, a un altro splendido “bufalo in discesa”!

E non poteva esserci cornice più felice per queste riflessioni: oggi è la festa di San Lino, il nostro patrono. È la festa della parrocchia che per noi è casa, approdo, luogo di affetti autentici e di vita condivisa.

Celebrare il nostro Santo non significa voltarsi indietro a contemplare il passato, ma spalancare le braccia al presente, alla comunità, al quartiere. Significa continuare a fare il bene oggi, con lo stile di sempre: una cosa bella alla volta, una persona alla volta, uno sguardo alla volta.

Buona festa di San Lino a tutti noi! (ecco il programma sul sito parrocchiale)

Continuiamo a camminare insieme. Con l’audacia di chi sa che le cose grandi nascono sempre da un gesto semplice e generoso.

Prima le cose belle si fanno. Poi si pensano.

#solocosebelle

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