Non crescere, è una trappola
Quante volte da piccoli ci hanno detto: “non vedi l’ora di diventare grande”?
E noi, ingenui e puri, lo credevamo davvero.
Poi la vita ci ha messo davanti bollette, responsabilità, delusioni, cuori spezzati, compromessi, e ci siamo accorti che forse i veri grandi erano i bambini.
Io lo ricordo bene: da bambino era tutto magico.
Ogni giorno aveva un incanto, un’avventura, un colore diverso. Per noi cresciuti negli anni ‘80 bastava un pallone, un cortile, un cartone animato, un abbraccio, un sogno ad occhi aperti. Non serviva molto per sentirsi felici.
Perché i bambini non portano maschere.
Non fingono per piacere agli altri.
Non giudicano.
Si sorprendono ancora per un tramonto, ridono per sciocchezze, piangono senza vergogna e dimenticano subito.
Vivono nel presente, non nel passato né nel futuro.
Ed è lì, in quella semplicità, che sta il segreto della felicità.
Crescere non significa diventare seri, cinici o freddi. Crescere dovrebbe voler dire solo imparare, senza perdere mai quella scintilla che ci rende vivi. Il mondo ha già abbastanza adulti che hanno smesso di sognare. Quello che manca, invece, sono adulti che hanno ancora occhi pieni di meraviglia.
Il consiglio di oggi è semplice:
– Non smettete di ridere forte.
– Non smettete di giocare, anche se il gioco cambia forma.
– Non smettete di stupirvi: il giorno in cui smettiamo, diventiamo davvero vecchi.
Alla fine, crescere è inevitabile.
Ma restare bambini nel cuore è una scelta.


