A Norma è di norma la danza del silenzio
Avevo un’altra strada da fare.
Poi, con la moto, è andata diversamente.
Capita.
Forse è una delle cose che mi piacciono di più delle due ruote: puoi avere una strada in testa e, qualche chilometro dopo, ritrovarti a percorrerne un’altra senza che sia successo niente di grave.
Anzi.
A volte è proprio lì che comincia qualcosa.
Salendo da Cori verso Norma, sulla Provinciale 55, mi fermo in un piccolo spiazzo.
Non è un posto particolarmente bello.
C’è un po’ di polvere, l’asfalto non è proprio nuovo, e si vede che nessuno si è preso troppo cura di quel pezzo di strada.
Spengo la Harley.
E qui succede una cosa strana.
Fino a un secondo prima avevo nelle orecchie il rumore del motore.
Poi niente.
Silenzio.
Mi tolgo il casco e faccio qualche passo.
Davanti a me c’è la pianura pontina.
In fondo il mare.
E poi, quasi come se qualcuno avesse aspettato che arrivassi io, cominciano a comparire delle vele.
Una, due, cinque.
Poi mi accorgo che sono molte di più.
Sono i parapendii.
Partono dalla rupe e rimangono lì, sospesi.
Da terra sembrano leggerissimi.
Li guardi girare, salire, scendere, allontanarsi e poi tornare.
E pensi che, lassù, probabilmente, ci sia qualcuno che sta vivendo una delle cose più belle della sua giornata.
Io invece sono fermo.
Non faccio niente.
Li guardo.
Passa un quarto d’ora.
Poi mezz’ora.
Alla fine quasi un’ora.
E mi accorgo che non ho più fretta.
È curioso.
Per arrivare fin lì ho fatto parecchi chilometri.
E per un’ora intera non ho avuto bisogno di andare da nessuna parte.
Forse perché a volte siamo talmente abituati a cercare qualcosa che ci dimentichiamo di guardare quello che abbiamo già davanti.
Quel piccolo spiazzo non era una destinazione.
Era solo un posto dove mi ero fermato perché avevo cambiato strada.
Eppure, proprio lì, c’era questo.
Il silenzio.
La pianura.
Il mare.
E quelle vele colorate che sembravano disegnare qualcosa nel cielo.
Ho pensato che forse succede così anche nella vita.
Ci arrabbiamo quando una strada salta, quando un programma cambia, quando qualcosa non va come avevamo immaginato.
E magari proprio quel cambio di programma ci porta davanti a qualcosa che non avremmo mai visto.
Forse non sempre dobbiamo capire subito dove stiamo andando.
A volte basta fermarsi.
Spegnere il motore.
Togliersi il casco.
E alzare gli occhi.
Perché può darsi che il bello non fosse nella strada che avevamo scelto.
Era in quella che abbiamo preso per caso.


