Geronimo Stilton nel Medioevo con San Francesco: la storia di Elisabetta Dami e della speranza che nasce dal dolore
Sono in auto, prole allacciata dietro, ho messo su un audiolibro di Geronimo Stilton, il topo pasticcione che racconta storie usando peraltro avverbi e congiuntivi – il che personalmente me lo rende già pedagogico.
Senonché a una certa parte della roba strana, alzo il volume:
“Laudato sii mi Signore per sorella luna e le stelle, in cielo le hai formate chiare e preziose e belle”.
Eccetera.
Chiedo ai miei figli cosa cavolo stiamo ascoltando -ero stata distratta da svariati calcoli mentali a quattro cifre sulle spese assicurazionetagliandobenzina-, loro mi spiegano che Geronimo sta viaggiando nel tempo, precisamente nel Medioevo, e sta raccontando san Francesco. Leggendo il Cantico delle Creature.
Per un laicissimo personaggio di libri bimbeschi onestamente mi pare tanta roba.
Cerco info sugli autori di queste storie anomale, così tanto per.
E mi imbatto in Elisabetta Dami.
Elisabetta è milanese, figlia di un editore di libri per l’infanzia, tra le storie ci cresce.
È pure una donna dal desiderio grande di maternità, però quando prova ad avere dei bimbi scopre di non poterne avere.
Succede che soffre molto, come tante sanno meglio di me.
Solo che dopo il periodo inevitabile di lutto si domanda cosa farne, di quel dolore.
Sa raccontare storie ai bambini. Allora decide di portare un po’ di amore ai figli degli altri: va nei reparti pediatrici a leggere libri ai piccoli ricoverati.
Lì c’è tanta sofferenza, e bisogno di sorridere, ma non basta. Un bimbo, mentre lei racconta, le chiede: “ma questa storia finisce bene, vero?”.
Capisce che la speranza è ciò che fa la differenza, per un piccolo che soffre.
E d’altronde pure per lei, che si porta dentro una ferita a cui non si arrende.
Inventa così un topo intellettuale, avventuroso ma fifone. Che si salva sempre ma mai da solo, perché chiede aiuto ai suoi amici.
Geronimo negli anni fa il botto, amato da migliaia e poi da milioni di bimbi in tutto il mondo.
La storia di Elisabetta è un po’ della serie: se la vita ti dà dei limoni aspri, tu facci una limonata.
Ma dentro nasconde pure la speranza di chi non s’arrende perché sa che la salvezza, a chiederla, esiste per tutti.


