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Giubileo dei Giovani 2025: speranza, coraggio e grazia!

Roma il 28 luglio 2025 è cambiata, il clima è cambiato: si è percepito nell’aria che qualcosa di bello stava succedendo in tutta la città. Sono arrivati interi gruppi di giovani da ogni dove: ragazzi di varie nazionalità che giravano per le chiese, visitavano musei, ma, soprattutto, partecipavano alle attività in programma per il Giubileo dei Giovani.
Nelle parrocchie di Roma, nelle scuole e nelle diocesi intorno alla capitale sono stati allestiti gli alloggi per i pellegrini e sono state organizzate tantissime attività per accogliere i ragazzi. Molti di loro sono stati accolti nelle famiglie, che hanno aperto la propria casa a “perfetti sconosciuti” con cui poter condividere un’esperienza di fede di portata immensa.

Se si incontrava uno di questi gruppi di giovani per le strade di Roma ci si poteva accorgere che erano tutti in festa: cantavano e suonavano con allegria.
Nonostante le abitudini differenti e la diversa lingua, qualcosa ci accomuna: la fede. Siamo consapevoli che in quel ragazzo così diverso da noi c’è qualcosa che ci permette di essere molto più simili di quello che possa sembrare. Nella Bolla di indizione del Giubileo, Papa Francesco affermava che “nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene” .


Il momento in cui tutti i pellegrini si sono riuniti in un unico luogo è stato sabato 2 agosto; dopo un pellegrinaggio a piedi, partendo da alcune stazioni metro o ferroviarie, siamo giunti sui prati di Tor Vergata, per vivere un pomeriggio di festa: sono state tantissime le testimonianze e gli interventi di giovani che dal palco hanno raccontato la propria esperienza di fede, moltissime le musiche che ci hanno fatto emozionare. Il momento, però, più emozionante è stata la veglia del due agosto, vissuta con grande emozione già a partire dall’arrivo del Santo Padre nel tardo pomeriggio. Papa Leone ha visitato moltissimi dei settori allestiti per salutare i fedeli presenti all’evento e in più momenti è sembrato visibilmente commosso dalla presenza di così tanti ragazzi.
È stato un momento di forti emozioni, di condivisione e di festa. Papa Leone XIV ci ha invitato a costruire un mondo più umano, partendo dal nostro modo di vivere, che abbiamo sperimentato ancora più in questi giorni di giubileo (“Reflect on your way of living, seek justice in order to build a more humane world” ). Il Santo Padre ci ha invitato ad avere coraggio, a mantenere vivi l’amicizia tra noi e l’affidamento a Cristo, attraverso la preghiera, l’eucarestia e l’adorazione.

È stato un segnale forte essere lì in mezzo a tanti altri giovani mossi dalla stessa ragione, a rappresentare un sentire comune e a dimostrare che abbiamo anche il coraggio di riunirci per esprimere la nostra fede. Questi sono eventi storici, che mandano un segnale di speranza non solo ai partecipanti e a tutti coloro che direttamente o indirettamente ne sono coinvolti, ma anche a coloro che si ritrovano inaspettatamente spettatori dell’evento.
Aver vissuto l’esperienza del Giubileo, non solo come giovane partecipante, ma anche come volontaria del giubileo e offrendo ospitalità nella propria casa a due ragazze provenienti dall’India, mi ha fatto sperimentare profondamente l’appartenenza ad un popolo in cammino: tante realtà, tante culture, ma lo stesso desiderio di essere “testimoni di speranza”.

“Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno. Allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo.”
E proprio il sentirmi parte di una stessa chiesa mi ha aiutato a vivere quell’unità che ha il suo fondamento in Cristo, nostro salvatore e nostra speranza; in altre parole, l’esperienza del Giubileo, fra le tante grazie, ci ha anche fatto sperimentare in concreto che il Lui siamo un unico popolo, come lo stesso motto papale, citando Sant’Agostino, profeticamente ci ha annunziato: “in illo uno unum”!

Federica Colonnelli

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