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A Carnevale guarisce ogni male

C’è una saggezza che non si studia sui libri, ma che vola nell’etere. Qualche mattina fa, ascoltando Gianluca Giurato su Radio Subasio, nel momento dedicato ai messaggi dei bambini prima della scuola, il tema era quello dei proverbi del Carnevale.

Abbiamo sentito i classici: “A Carnevale ogni scherzo vale” o il malinconico “L’amore di Carnevale muore in Quaresima”. Ma all’improvviso, tra tante voci, ne è spiccata una più forte delle altre. Un bambino ha detto:

“A Carnevale guarisce ogni male”.

Non lo ha detto per scherzo. Non lo ha detto con la stanchezza di chi ripete una frase fatta. Lo ha detto con una convinzione totale, con quella fede genuina che solo i piccoli possiedono. Per lui, in quel momento, il Carnevale non era solo una festa di maschere, ma un’aspirazione potente: il desiderio che il dolore, le fatiche e i “mali” del mondo potessero davvero fermarsi davanti a un sorriso.

È questa la leggerezza che amo definire come mio “cavallo di battaglia”: non il fregarsene, ma il crederci. Credere che la gioia sia una forza reale, capace di medicare le ferite del cuore. Quella aspirazione così forte e pulita è la stessa luce che cerchiamo di alimentare con il Centuplo da dieci anni!

Forse non è possibile che ogni male guarisca davvero entro domani Mercoledì delle Ceneri, ma quanto sarebbe più bello il mondo se tutti avessimo la stessa fiducia incrollabile di quel bambino?

In questo Martedì Grasso, allora, l’augurio è di indossare la maschera più bella: quella della speranza che non si arrende.

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