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Pietro di Nomadelfia: l’uomo dell’essenziale

L’altra sera, 31 agosto, dopo un mese di sostanziale infermità Pietro di Nomadelfia è partito per la vita eterna. Era nato a Caprino Bergamasco il 19 aprile 1944, mentre la famiglia era sfollata da Milano a causa della guerra.

Trascorre la giovinezza come tanti giovani nell’oratorio della parrocchia milanese, il 7 settembre 1968 si sposa con Luisa. Continua una vita di impegno ecclesiale nei primi periodi del movimento di Comunione e Liberazione. Nel 1970 l’incontro tra don Zeno e don Giussani porta diversi appartenenti al movimento a trascorrere le ferie estive a Nomadelfia, condividendo la vita e approfondendo la conoscenza della realtà comunitaria. I coniugi rimangono particolarmente colpiti e vanno in crisi. Hanno un lavoro, una casa e tanti amici che condividono il loro impegno ecclesiale. Ma non basta. Infatti l’8 novembre 1970 con il primo figlio Alessandro si trasferiscono a Nomadelfia. Don Giussani è presente alla loro partenza e li benedice.

A Nomadelfia Pietro si occupa di varie attività, secondo le esigenze della comunità: insegna a scuola, lavora nell’officina meccanica, nella tipografia, ecc. Per diversi anni cura il giornalino “Nomadelfia è una proposta”. E per la sua integrità è eletto a diverse cariche costituzionali: direttore dell’Assemblea, capogiudice, membro del Consiglio degli Anziani, e per due volte presidente di Nomadelfia.

Le sue conoscenze informatiche lo portano inoltre a realizzare il primo sito internet di Nomadelfia.

Alcuni anni fa Aldo Bertelle, con la comunità Villa S. Francesco di Facen di Pedavena, ha fatto percorrere l’Italia con “Il bastone del cittadino”. In quella occasione aveva definito alcune realtà come “tribù” e aveva indicato Nomadelfia come la tribù degli essenziali.

Senza cadere nella retorica tipica di queste occasioni, abbiamo visto in lui l’uomo dell’essenziale, che ha cercato sempre di vivere due frasi evangeliche che sintetizzano la sua vita: “Una cosa sola è necessaria” e “Cercate anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

Nello stesso tempo, possiamo riconoscere la verità del detto “nomen omen” (il nome è un destino”): Pietro è stato la “roccia” che ha vissuto con grande coerenza la fedeltà alla sua vocazione e ha sostenuto tante volte Nomadelfia.

A Dio, Pietro, il Signore ti doni il premio dei giusti.

di Francesco di Nomadelfia

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