Passione, fatica e rispetto: le tre parole con cui affrontare il nuovo anno scolastico
Lettera ai docenti
A te che hai appena cominciato un nuovo anno scolastico auguro tre parole: passione, fatica e rispetto.
Sono tre parole che riguardano specularmente sia il docente che lo studente.
Trasforma la tua passione di docente nella linfa vitale di ogni tua lezione. Non conta ciò che sai, ma conta come trasmetti ciò che sai. Usa il corpo e la voce per far scoprire a chi è in relazione con te qual è la scintilla che ti ha portato a scegliere lo studio come terreno solido su cui mettere le radici della tua identità professionale e personale. Rendi la tua passione prima scintilla e poi incendio e scoprirai che essa contagerà anche i tuoi studenti. Non di tutti sia chiaro. Ma ci sarà chi scoprirà che tu, docente, rappresenti per lui/lei la più straordinaria occasione per trasformare un talento in competenza.
Non temere la fatica: né la tua, né quella dei tuoi studenti. In questi mesi ho seguito eventi e letto libri che approfondivano la correlazione tra studio, docenza e uso dell’intelligenza artificiale. Non entro nel merito della questione didattica, ma devo ammettere che la parola più utilizzata per diffondere l’uso della AI è la parola facilitazione. Facilitazione per il docente che può trovare nell’AI un supporto che rende più semplice e veloce tutto. Ma facilitazione anche per lo studente, che in essa trova risposte immediate ad ogni domanda. Mi sento di consigliare a tutti, docenti e studenti, di continuare ad amare la fatica. Allo stesso modo con cui la amano l’allenatore sportivo e il suo atleta. Non esiste una via semplificata e alleggerita quando c’è da conquistare abilità e competenze. So con cnertezza che unire passione e fatica porta inevitabilmente ad arrivare stanchi alla fine del percorso. Ma quella stanchezza è generativa. E così come l’atleta si rende conto che la fatica dell’allenamento l’ha reso capace di affrontare la discesa in pista, allo stesso modo lo studente scoprirà che la fatica che gli ha richiesto (e a volte imposto) la scuola lo aiuterà ad affrontare le sfide della vita senza sentirsene frantumato o a rischio di non farcela.
Infine una parola che deve andare in tutte e due le direzioni: la parola rispetto. Dona al tuo studente il rispetto che pensi di meritare. Sii testimone di rispetto. Non fare in modo che il rispetto verso te sia dovuto. Ma rendilo voluto dai tuoi studenti. E se qualcuno manca di rispetto a qualcun altro, ferma tutto. E chiedigli perché ha scelto di non scegliere il rispetto. Non girare la faccia dall’altra parte.
Crea un clima di classe trasparente e coerente con queste tre parole: passione, fatica, rispetto. Tutto il resto verrà da sé.
Se vuoi condividi queste parole e questo testo con tuo figlio e/o i tuoi studenti. Ma soprattutto riflettici su, se sei un docente. Perché (e come docente probabilmente già lo sai) che queste tre parole rappresentano i pre-requisiti che permettono ad un docente di trasformarsi in vero “magister” per i suoi studenti nel mesi di duro lavoro che ha davanti a sè.
Con stima e rispetto, vi auguro buon anno scolastico.


