editoriali

La solitudine che ci fa incontrare

Sono a un punto della mia vita in cui passo molto tempo da solo e lo faccio volentieri, perché negli anni ho imparato a stare nel silenzio come si sta in una casa che si conosce bene, dove ogni stanza ha il suo odore e la sua luce, dove ci si ascolta con calma e ci si guarda senza dover spiegare niente a nessuno. È una solitudine che ho scelto e che continuo a scegliere, e che mi ha insegnato più cose di tante compagnie.

Per un po’ ho creduto che questa scelta mi tenesse lontano dalle persone, e invece succede esattamente il contrario. Chi sa stare con sé arriva all’incontro senza pretese, senza chiedere all’altro di riempirgli un vuoto, e arriva intero, e proprio per questo sa ascoltare davvero, con la pazienza di chi non ha fretta di essere riempito. Ogni volta che qualcuno entra nella mia giornata o nella mia vita in genere lo sento come un dono, perché posso viverlo con tutta l’attenzione che merita, invece di usarlo per sentirmi meno solo.

Battiato lo ha scritto in poche righe che rileggo spesso, ogni volta con un pezzo in più che mi era sfuggito. Quando incontri qualcuno ricorda che è un incontro sacro. Come lo vedi, ti vedi. Come lo tratti, ti tratti. Come lo pensi, ti pensi.

Ecco lo specchio. L’altro mi restituisce il modo in cui guardo me stesso, e se lo guardo con diffidenza è la diffidenza che trovo davanti, mentre se lo guardo con curiosità e rispetto è proprio quello che ritrovo dentro di me, a volte con una chiarezza che sorprende. Per questo ogni incontro mi riguarda da vicino, anche il più breve, anche quello con uno sconosciuto incrociato per caso, con cui scambi due parole e ti accorgi che in quel momento stavi dicendo qualcosa anche a te.

Vale per l’amicizia e vale per l’amore, forse ancora di più. Chi ama per paura di restare solo cerca nell’altro un appoggio, e finisce per chiedergli di reggere un peso che non gli appartiene, mentre chi ama dopo essersi incontrato con sé porta qualcosa da dare, e lo dà con una leggerezza che l’altro sente subito. Nelle relazioni sentimentali lo specchio diventa più nitido che altrove, perché l’altro ci guarda da vicino e ci rimanda, giorno dopo giorno, il modo in cui ci trattiamo. Amare qualcuno è anche un modo di prendersi cura di sé, e lasciarsi amare è un modo per imparare, piano piano, a meritarlo.

Da quando scrivo qui ho scoperto una cosa che mi ha commosso. Nei vostri commenti leggo storie di persone che hanno scelto la stessa strada, che stanno bene da sole, che hanno fatto di quella che ormai chiamo “solitudine consapevole” un luogo da abitare e non un rifugio dove nascondersi, e che proprio per questo regalano agli altri tutta la loro attenzione, con una generosità che si sente anche attraverso lo schermo. Siamo davvero tantissimi, molti più di quanto pensassi, e mi fa felice che ci siamo ritrovati proprio qui, in un posto fatto più che altro di parole, dove ciascuno porta qualcosa e lo condivide con gli altri.

Attraverso l’altro in fondo o ti perdi o ti ritrovi. Io scelgo ogni volta di ritrovarmi, e lo faccio meglio adesso che so di non essere solo a farlo

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