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Da un affido d’amore a un’adozione di “sistema”: una piccola grande riflessione

di Alberto Pellai. Luca è il bambino che dato in affido al primo mese di vita ad una famiglia che lo ha cresciuto per più di 4 anni, un giorno è stato dato in adozione ad altra famiglia nonostante la famiglia affidataria avesse ottenuto l’idoneità adottiva e fosse disponibile a crescerlo al proprio interno. Luca è stato trasferito nella nuova famiglia in 24 ore e non ha più avuto contatti con la famiglia affidataria. Il legame affettivo con chi l’aveva nutrito, cresciuto, educato e accudito quasi dal primo giorno di vita è stato reciso in modo brusco e totale.

La famiglia affidataria ha chiesto al sistema di rivedere tutto il percorso di cui considera vittima prima di tutto Luca. E di cui anche essa stessa si vive come vittima impotente. In quella famiglia c’erano già figli naturali, erano passati altri bambini in affido ponte. Mai quella famiglia aveva pensato di dover adottare un bambino avuto in affido. Ma nel caso di Luca la situazione è ben diversa. Perché Luca è quasi nato dentro la sua famiglia affidataria e lì è rimasto per più di 4 anni. Luca, in quella famiglia non aveva solo due genitori affidataria. Ma anche dei fratelli. Sono i fratelli che dopo mesi e mesi di silenzio ieri hanno deciso di scrivergli una lunga lettera. Lo hanno fatto perché i Tribunali non hanno ancora stabilito definitivamente il futuro di questo bambino. E’ stata interpellata una revisione prima da parte della Corte d’Appellao e poi in Cassazione. Il caso è stato studiato ed esaminato.

Ma attualmente si è tuttora in attesa delle decisioni. Va però detto che sono passati 18 mesi dal giorno in cui Luca è stato portato via dalla famiglia affidataria. Da quel giorno nessuno gli ha mai detto che quella mamma e papà non lo hanno mai abbandonato. E che i fratelli e le sorelle con cui è cresciuto avrebbero tanto voluto salutarlo e rassicurarlo sul loro affetto. Luca ha vissuto un’interruzione della continuità affettiva che gli era stata garantita dal primo mese di vita. Il suo doveva essere un affido ponte, ma poi quell’affido è sconfinato in un tempo lunghissimo che ha generato legami così solidi, che non avrebbero mai dovuto essere recisi. A

meno che la famiglia che ha fatto crescere Luca non si fosse rivelata inadempiente o non tutelante i suoi bisogni di crescita. Ad oggi, nessuna sentenza ha mai dichiarato questo. Luca sembra essere stato una pedina in mano ad un sistema che lo ha spostato sulla scacchiera della vita, adempiendo a procedure e regole burocratiche che non hanno mai considerato la sua storia di vita e i suoi affetti più importanti di regole scritte su un foglio di carta: Regole che non sempre coincidono con il bene maggiore del bambino. Tutelare il bene maggiore del bambino è quello che deve fare il sistema di Tutela Minori. La famiglia affidataria (giustamente secondo il mio parere di specialista dell’età evolutiva) ha chiesto perciò la revisione del caso. Da 18 mesi questo caso è in revisione. 18 mesi!!!! Intanto Luca continua a non sapere più nulla della sua storia passata, che è stata fatta evaporare come una bolla di sapone. Ma i suoi fratelli non hanno mai fatto evaporare l’affetto che provano per lui.

E’ ancora lì, tutto intero, tutto pieno. Ieri hanno consegnato a più persone una lettera in cui raccontano cosa hanno vissuto e cosa vogliono che lui sappia. Anch’io ho ricevuto la lettera di questi fratelli. E’ lunga, ma è una lunghezza che vale la pena di essere attraversata tutta. Perché dentro c’è la forza della vita e dei legami che non può essere cancellata da nessuna sentenza. Rendere pubblica questa lettera oggi è un gesto d’amore per Luca. Lui non sa se è stato abbandonato o semplicemente se è stato portato via dal Sistema. Non lo sa e forse nemmeno lo può capire. Ma magari una volta maggiorenne, vorrà sapere la sua storia. A quel punto ne avrà il diritto. E allora io spero che possa imbattersi in questa lettera che incollo qui sotto, avendo avuto l’autorizzazione di renderla pubblica. E intanto spero che chi deve decidere per lui comprenda che, qualsiasi sia la decisione che deve essere presa sulla sua vita, essa venga resa ufficiale il più presto possibile. Perché quando sei bambino conta tutto: gli anni, i mesi, le settimane, i giorni e a volte anche le ore e i minuti.

Se volete far leggere anche voi questa lettera a qualcuno, condividitela.

Sperando che presto si possa scrivere una lettera che segna il termine di questo tempo in cui l’amore è stato nutrito e sospeso al tempo stesso.

Lettera a un FRATELLO che non si chiama Luca

Ciao, siamo i tuoi fratelli. Il Sistema non vuole che noi ci chiamiamo così, ma noi siamo i tuoi fratelli lo stesso. Il Sistema ti ha chiamato Luca, ti ha dato due genitori nuovi, una casa nuova, una stanza nuova tutta per te, e dei giochi nuovi. Tu hai risposto che avevi già una bella famiglia, che non volevi andare da un’altra parte ma il Sistema non ti ha voluto ascoltare. Avrai anche un cane o un gatto nuovo? Dei nonni nuovi, forse, li hai, visto che il Sistema ha detto che nella tua famiglia di prima i genitori erano troppo vecchi per tenerti, e quindi i tuoi nuovi genitori, che sono più giovani, avranno dei genitori anche loro, che adesso sono i tuoi nuovi nonni. Il Sistema ha anche detto che avevamo già troppi bambini a casa. Il Sistema forse ha pensato che la casa sia piccola per cinque persone. O forse ha pensato che tre figli potessero bastare, non sappiamo bene cosa pensa il Sistema. Tutti chiedono di te, e non sappiamo cosa dire, perché da più di un anno non abbiamo tue notizie. Abbiamo letto i giornali, Facebook e anche su Instagram parlano un sacco di te, anche se tu non lo sai.

Ti chiamano Luca, ma non danno tue notizie. A noi piacerebbe tanto poterti rivedere, e parlarti, e vorremmo che tu ci raccontassi cosa fai e come stai. Ma sappiamo, perché ce lo hanno spiegato quelli che lavorano nel Sistema, che il Sistema non vuole che i tuoi nuovi genitori parlino con noi, non vuole che loro sappiano chi siamo e dove abitiamo.

Il Sistema non ha ammesso passaggi graduali e accompagnamento: chissà cosa avrai fatto di colazione il primo giorno, considerando che non sapevano nulla dei tuoi gusti e abitudini. E i tuoi piatti preferiti? E le tue routine? I tuoi giochi o libri adorati? La tua prima notte, in una casa nuova con persone sconosciute. Avrai pianto tanto! Noi abbiamo pianto con te. Il Sistema ha voluto azzerare tutto il tuo passato con noi in meno di 24 ore, con una passata di spugna.

Il Sistema ti ha considerato un fascicolo, non un bambino di quattro anni e mezzo con emozioni, sentimenti, legami intensi con chi ti ha amato da subito e da sempre. Il Sistema ha strappato un fiore, ma non sa che non può sradicare il seme che hai dentro al cuore. Il Sistema lo sa che la “radice emozionale”, quella che hai dentro, quella fatta di figure di riferimento salde e di base sicura non si può sgretolare in poche ore? Non sappiamo se il Sistema ha detto ai tuoi nuovi genitori che tu sei il bambino che, sui giornali e su Facebook e su Instagram, tutti chiamano Luca. Forse si. Ma non sappiamo se i tuoi nonni lo sanno. E gli zii? E gli altri, i loro amici lo sanno?

Noi non sappiamo niente. Soprattutto noi non sappiamo cosa sai tu di quello che succede, e non sappiamo cosa pensi che sia successo un anno fa, quando ti hanno portato dai tuoi genitori nuovi. E chissà cosa ti avranno raccontato. Noi eravamo tristissimi e non riuscivamo a parlare. Eravamo anche molto addolorati, quando hai chiesto alla mamma “…ma stasera mi torni a prendere?” abbiamo solo potuto risponderti “RICORDATI CHE TU SEI IL BAMBINO PIU’ BRAVO E STUPENDO DEL MONDO “. Ti abbiamo abbracciato forte, e poi mai più né rivisto, né sentito. Forse Il Sistema si è dimenticato che esiste una LEGGE NATURALE e una continuità degli affetti. I tuoi nuovi genitori te lo hanno detto che eravamo così tristi? Non sappiamo se il Sistema vuole che tu lo sappia. Forse il Sistema pensa che tu non lo debba sapere, soprattutto il Sistema non vuole che tu sappia quanto ci manchi, e tutto quello che stiamo facendo per rivederti, e quanto ti pensiamo ogni giorno. Il Sistema non ha tenuto conto che tu frequentavi la scuola dell’infanzia con gioia e che i tuoi compagni fino all’ultimo giorno di scuola e ancora oggi han chiesto dove sei e quando tornerai! Tu non lo devi sapere, dice il Sistema. Noi però crediamo che tu fra poco, appena ti daranno un telefonino in mano, lo scoprirai. Crediamo che sarai anche molto arrabbiato. Non vogliamo che tu sia arrabbiato con noi. E non vogliamo che tu pensi di aver fatto qualcosa di sbagliato, e che pensi che noi ti abbiamo lasciato ai genitori nuovi perché eravamo arrabbiati con te. Non è vero per niente. Noi stiamo facendo tutto quello che possiamo per riaverti qui a casa…ogni giorno parliamo di te e stiamo lavorando per te. Il Sistema non ci ha spiegato niente. Ci ha solo detto che mamma e papà sono “vecchi” e che siamo troppi in casa. Lo abbiamo letto sui giornali, ma non sappiamo altro. Chissà se il Sistema sa che abbiamo lanciato una raccolta firme per te e che hanno firmato in quasi 50 mila in pochi giorni! Tantissime persone ti pensano e sono strette a supportarci in questo dolore! Il Sistema dice che il diritto senza umanità non avrebbe senso, ma nella pratica ha applicato solo aridi tecnicismi. E sempre il Sistema sostiene che tutelare i diritti dei più deboli e fragili è ciò che rende essere umani. Il sistema dice che questa scelta è il miglior tuo interesse: a noi sembra che il Sistema non abbia tenuto conto dello strappo doloroso che hai subito e del trauma gravissimo che ti hanno regalato. Continueremo a sollecitare il Sistema affinché si umanizzi. A noi piacerebbe tanto che i tuoi nuovi aspiranti genitori si mettessero in contatto con noi, è facilissimo, tutti i giornali, Facebook e Instagram, parlano di te, ci sono tante persone che ti vogliono bene, basta chiamare una di loro. Ma il Sistema sicuramente ha detto ai tuoi nuovi genitori di non farlo, che questo è una cosa vietata, la più vietata di tutte. Sappiamo che è così, perché chi conosce il Sistema ce lo ha spiegato. E non sappiamo cosa faranno i tuoi nuovi aspiranti genitori. Sicuramente sono bravi, siamo sicuri che sono bravi, e forse pensano che non si debba disobbedire agli ordini del Sistema. Ma poi, chissà se in fondo in fondo lo pensano davvero? Noi speriamo di no, e speriamo che ti lascino incontrare.

A breve sarà il tuo compleanno: non abbiamo altro modo che questa lettera per farti arrivare i nostri affettuosi auguri!!!

Ti abbracciamo fortissimo.

I tuoi fratelli

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