famigliagli altri siamo noi

Una vacanza alternativa che ha come meta le persone

Estate, tempi di svago e di vacanze, ognuno sceglie la sua meta preferita tra i desideri e la realtà. Le località balneari sono le mete preferite. Però, c’è anche chi ama immergersi nella natura, chi cerca il silenzio della montagna, chi vuole conoscere l’arte, la cultura e la storia di altri paesi.

Poi, c’è chi sceglie di spendere le proprie ferie aiutando chi è nel bisogno. Questi ultimi sono molto discreti, non fanno troppo rumore. Ma sono più diffusi di quanto si possa immaginare.

Sono presenti in diversi contesti, come quello di due medici napoletani, apparsi recentemente su un quotidiano (anche se già erano noti). Enzo, un chirurgo maxillo-facciale dell’Ospedale del Mare, e Angela, anestesista del Cardarelli, i quali, da oltre dieci anni, spendono le loro ferie in Africa operando bambini.

Qualche anno fa, a Napoli, insieme ad altri medici, furono anche promotori di una raccolta fondi per la costruzione di un padiglione di chirurgia plastica all’ospedale Saint Jean de Dieu in Togo.

In Africa, loro operano specificamente tumori facciali. E lì, la sanità non è pubblica ma privata: solo chi ha i soldi può curarsi. Per cui, il loro lavoro salva letteralmente la vita delle persone.

Una vacanza alternativa potrebbe essere definita così: dove la meta non è un luogo, ma sono persone; dove non si sono riposati fisicamente, ma al contrario hanno lavorato intensamente. E nel silenzio, nell’anonimato, hanno reso più bello il mondo, il quale, sempre più agitato dal vento dell’odio e delle guerre, ha bisogno di persone come loro che “manifestano” per la vera pace, fatta di amicizia, fraternità e solidarietà.

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