sport

L’Ecuador non si arrende mai: rimonta storica alla Germania e festa nazionale

Il calcio romantico non è morto.

E se questo Mondiale ci sta insegnando qualcosa, è che non bisogna mai dare per spacciate le nazionali meno blasonate. Lo avevamo già visto con le incredibili imprese di Capo Verde, capace di scendere in campo contro i giganti del calcio mondiale senza un briciolo di paura e con una fame d’oro. Ma quello che ha fatto l’Ecuador contro la Germania è stato la definizione pura del dramma calcistico, una di quelle storie che riconciliano con lo sport.

Immaginate la vigilia: l’Ecuador entra in campo con un solo punto in tasca, reduce dal passo falso con la Costa d’Avorio e dal pareggio amaro con Curaçao. Davanti si trova la Germania capolista. Per tutti, i giochi sono già fatti e le valigie per il ritorno sono pronte.

Come se non bastasse, dopo appena due minuti la Germania segna l’1-0 con un gol contestatissimo che molti avrebbero annullato. È la classica mazzata che spezzerebbe le gambe a chiunque, ma non a questa squadra. Invece di crollare, l’Ecuador reagisce con un orgoglio immenso e dopo soli sette minuti trova il pareggio. Eppure non basta ancora: con l’1-1 sono comunque eliminati.

La vera magia succede nella ripresa. L’Ecuador si trasforma in una furia, travolgendo la Germania con contropiedi feroci, un’intensità asfissiante e un’occasione dopo l’altra. Fino al miracolo del 77° minuto, quando Gonzalo Plata scarica in rete il gol del sorpasso. In quel momento si è vista l’essenza del calcio: il CT Beccacece che perde completamente la testa e corre a festeggiare in tribuna abbracciando la moglie, un’immagine già iconica.

Fino a un quarto d’ora dalla fine erano fuori da tutto. Al fischio finale, hanno strappato il pass per i sedicesimi come una delle migliori terze, tornando alla fase a eliminazione diretta per la prima volta dopo vent’anni. Una rimonta storica nata dal cuore di chi non ha voluto accettare un destino già scritto.

Oggi in Ecuador, dopo questa vittoria storica, è stato dichiarato giorno festivo. E la lezione è sempre quella: non bisogna mai arrendersi, né nel calcio né nella vita.

Chiedetelo a Gonzalo. Chiedetelo agli ecuadoriani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *