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La mano stretta e il cuore aperto: da che parte stiamo?

A me pare che la lotta tra bene e male sia aperta.

La domanda è: tu, io, da che parte vogliamo stare?

Giulia per esempio ha appena 15 anni ma ha scelto di stare dalla parte del bene, senza esitare.

Si è comportata da adulta, da essere umano, da sorella da amica da madre.

Domenica notte ha assistito a un incidente: un ragazzino scellerato per fare la bravata serale ha impennato con la moto perdendone il controllo, finendo contro una ragazza, che si chiama Giulia anche lei, che aveva 15 anni anche lei.

Dopo l’impatto tante persone si sono accalcate attorno al suo corpo sbalzato a terra, ma nessuno si è avvicinato.

Invece l’altra Giulia sì. È uscita dal mucchio.

Ha capito che quando nessuno ha il coraggio di fare il bene, magari tocca farlo proprio a te.

Quello che è successo lo racconta così in una lettera:

“Mi sono inginocchiata accanto a te, ti ho preso la mano e l’ho stretta con tutta la forza che avevo. Ti parlavo, anche se non sapevo se riuscissi a sentirmi. Dentro di me pregavo, con gli occhi pieni di lacrime, chiedendo a Dio di non portarti via. Per un momento mi sembrava che tu fossi ancora lì con me. Sentivo la tua mano rispondere alla mia e continuavo a ripeterti che non eri sola. Poi, lentamente, ho sentito quella mano lasciarsi andare[…] È una sensazione che porterò dentro per tutta la vita”.

E ha aggiunto:

“Se un giorno vi troverete davanti a una persona che sta lottando tra la vita e la morte, non voltatevi dall’altra parte, Forse non potrete salvarla, Ma potrete fare una cosa immensamente importante: farle sentire che non è sola. Io non sono riuscita a cambiare quello che è successo. Ma spero che, almeno per quei minuti in cui ho stretto la tua mano, tu abbia sentito che accanto a te c’era qualcuno che non ti avrebbe mai lasciata sola”.

Da una parte il ragazzo che filma un incidente, ridendo della morte di Sofia.

Dall’altra parte una 15enne che condivide la sofferenza, volendo bene a una coetanea sconosciuta, nel momento del dolore.

Dovremmo tutti pregare per Giulia che non c’è più, per i suoi cari.

E dovremmo anche ringrazie l’altra Giulia, che ci ha mostrato un bene possibile, e vivo.

Ma noi, da che parte stiamo?

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