editoriali

Perché 800.000 persone in pace fanno meno notizia dei disordini?

Un paio di settimane fa la Francia era invasa da circa 800.000 pellegrini accorsi per la visita del Papa. Pochi giorni fa sempre in Francia si sono verificati disordini ancora in corso a causa delle proteste di circa 450.000 studenti. La differenza si nota subito: dal papa c’era quasi il doppio delle persone rispetto a quelle che stanno protestando ma non si è verificato alcun incidente.

 Poco più delle metà dei giovani scesi in piazza per protestare hanno provocato feriti e danni.

Un raduno di centinaia di migliaia di persone per chi si occupa della sicurezza è una bella sfida, ma con il papa tutto è filato liscio al contrario delle manifestazioni degli studenti. Forse allora non è il numero delle persone in un raduno a creare problemi di sicurezza, ma lo scopo per il quale si radunano queste persone. I pellegrini accorsi dal papa per fede e perché desiderosi di apprendere l’insegnamento di Gesù direttamente dal vicario di Cristo si sono radunati in pace, e probabilmente  hanno scoraggiato anche eventuali  facinorosi.

Chi si è radunato per protestare ha portato solo danno e disordini.  Questo ci insegna che non è il numero delle persone a creare problemi in un raduno ma lo scopo per cui ci si raduna:  se l’ideale è buono, anche milioni di persone  non provocano danni, se invece lo scopo è protestare, il disordini sono assicurati.

I giovani francesi hanno avuto la grazia di avere il Papa in mezzo a loro a indicare loro qual è la via, la verità e la vita, contro ogni previsione una Francia ormai laicizzata ha dimostrato grande affetto e partecipazione alla visita del Santo Padre, ora è il momento di mettere in pratica i suoi insegnamenti e sostituire le violenze con il dialogo e la comunione.

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