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La scelta di mia madre: Bocelli e il “no” che diede vita a una leggenda

Bocelli, orgoglio italiano. «Voglio raccontarvi una piccola storia. La storia è questa: una giovane sposa, in stato interessante, fu un giorno ricoverata in ospedale per un semplice attacco di appendicite. I medici dovettero applicarle del ghiaccio sullo stomaco, sulla pancia e, alla fine di questi trattamenti, le consigliarono di abortire il bambino. Le dissero che quella era la soluzione migliore, perché il bambino sarebbe nato sicuramente con qualche infermità.

Ma la giovane, coraggiosa sposa, decise di non interrompere la gravidanza e il bambino nacque. Quella signora era mia madre e il bambino ero io. Sarò di parte, ma credo di poter dire che quella scelta fu la scelta giusta».

Così il grande Bocelli, orgoglio italiano, il tenore da 70 milioni di dischi, il cantante italiano più famoso al mondo, in un videomessaggio di alcuni anni fa. Eh sì, poi continuerà la mamma: «Mi dissero di abortire perché mio figlio sarebbe diventato cieco». Invece la donna decise diversamente.

Anche se Bocelli non fosse diventato il grande artista che conosciamo, mi chiedo come si possa proporre a una giovane donna, tra l’altro spaventatissima, di abortire un figlio in vista di una futura disabilità. Anche se la legge lo consente, non cambia l’oggettività del fatto, cioè che sopprimere un essere umano è un omicidio. Ancor di più quando si stabiliscono dei criteri di selezione su altri esseri umani, come la disabilità: un discrimine alla sopravvivenza umana. Non è forse questa eugenetica? Non è forse questa la selezione di una specie umana?

Invece, grazie a questa coraggiosissima sposa, il bimbo nacque. Ed oltre a essere il grande tenore che tutti conosciamo, è anche un fantastico papà di tre figli. La vita che genera vita. Viva la vita. Viva la musica. Viva il grande Bocelli.

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