Da Accettare ad Accogliere
Durante un corso stavamo riflettendo sulla differenza sostanziale fra accettare ed accogliere. Spesso vengono usati come sinonimi, ma tra “accettare” e “accogliere” c’è molta distanza, la distanza della rielaborazione.
A tutti noi capita di accettare e prendere atto di una situazione quando non c’è altra scelta. Implica spesso rassegnazione, si accetta ciò che è successo con passività e tolleranza.
Potrei dire che siamo ben allenati alla accettazione.
Il saper Accogliere è più raro e complesso.
Non è passività ma attività,
implica fare spazio all’esperienza, qualsiasi essa sia, nella propria mente-cuore.
Significa dare il permesso,
fare entrare,
scegliere di rielaborare un’esperienza,
farla propria trovando senso e valore.
Scelgo di accogliere per evolvere me stessa.
Quando scegliamo di accogliere eventi forti – delusioni lavorative, personali o persino traumatiche – qualcosa di sorprendente accade.
✅ Accettiamo che l’evento non si possa cambiare.
✅ Con tempo e consapevolezza, lo rielaboriamo, creando spazio per osservarlo con chiarezza,
✅ Diventiamo consapevoli che proprio grazie a quell’esperienza, siamo profondamente cambiate. Più forti, più sagge.
È il nostro potere personale: trasformare il dolore in crescita.
Passare dall’accettazione all’accoglienza non è un passaggio razionale
ma esperienziale
ed è il frutto di un processo di consapevolezza.
Le #riflessioniscomodemaVitali di questa settimana ti invitano a rielaborare quell’esperienza difficile che non puoi evitare, concediti lo spazio per osservarla da un’altra prospettiva.
All’inizio sarà complesso, ma con il tempo dagli spazio e prova a chiederti: “Cosa posso imparare da questo?”


