Pratiche di umanità: quando il dolore si fa dono
Ho ripreso i corsi dopo una settimana di pausa (a causa della morte di mio padre).
E non sapevo che avrei, anche qui, ricevuto cura, gentilezza sostegno: tre doni significativi che mi hanno commossa.
Una ciotola per le offerte che un allievo aveva acquistato in un viaggio in Thailandia tantissimi anni fa
“sono felice di donartela perché sono sicuro che stia meglio nel tuo studio che nella mia casa”.
Una scatola di biscotti
“Perché da me, nella mia terra, quando una famiglia vive un lutto, le si offrono caffè e biscotti”.
E infine dei fiori di campo per portare freschezza, e una rosa che inaspettatamente germoglia.
E nel viaggio di ritorno, rifletto su questi doni, su questi atti di offerta che mi dicono “ti offro sostegno”.
Imparo e faccio esperienza del fatto che se ci apriamo a vivere il nostro lutto come parte della vita,
se lasciamo che sia un’esperienza di apertura e lasciamo che anche altri possano sostenere il lutto,
che è nostro ma non solo nostro, anche con una scatola di biscotti o una ciotola per le offerte o dei fiori di campo fanno diventare un’esperienza dolorosa come un lutto più naturale, più pura e più umana.
Nasce un senso di morbidezza che permette di lasciare andare piano piano la morsa e la separazione diventa un tempo di vita da vivere.
Questa è pratica, forse la più interessante che sto imparando.
Sto scoprendo una parte dell’essere umano, in me e negli altri, che mi incanta, mi rafforza mi dà fiducia.
La vita è meravigliosa.
Grazie


