La carezza di luce che onora Falcone e Borsellino
A volte, la luce sa dove andare.
Sa cosa raccontare.
Sa chi ricordare.
A Palermo, tra il 23 maggio e il 20 luglio, accade qualcosa che sembra uscito da un sogno antico.
Il sole, all’alba, si infila perfettamente lungo l’asse di Corso Calatafimi e Corso Vittorio Emanuele, accendendo la città con un fiume d’oro liquido che corre verso il mare.
È il Palermohenge.
Un fenomeno naturale, sì. Ma anche un’allineata meraviglia dell’uomo e del tempo.
È stato un giovane fotografo palermitano, Francesco Rotolo, a dargli questo nome. Lui, che da anni studia con occhi innamorati la luce di Palermo, ci ricorda che tutto parte da lontano: dal VII secolo a.C., quando i Fenici fondarono la città e tracciarono quella via che ancora oggi taglia in due il cuore antico.
E poi c’è un dettaglio che non può essere un caso.
Il 23 maggio e il 20 luglio.
Le date della strage di Capaci e, con uno scarto di 24 ore, di via D’Amelio (avvenuta il 19 luglio).
Quasi come se ogni anno, proprio in quei giorni, la luce decidesse di inchinarsi e passare da lì.
Per onorare, in silenzio, la memoria e il coraggio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Se siete in Sicilia in questo periodo, fate un regalo alla vostra anima: alzatevi presto, camminate in silenzio verso il centro storico e aspettate che il sole vi attraversi.
È un momento che non si dimentica.
Una carezza di luce.
Un abbraccio della città ai suoi eroi.


