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Il Paradosso della Croce: Perché un Dio credibile è quello che non scende

14 settembre, Esaltazione della Santa Croce.

Che già dire esaltazione pare roba da esagerati ai limiti delle convenzioni sociali.

Tu pensa a guardarci da fuori che gente stramba siamo, quelli che si esaltano per un poveretto di 2000 anni fa morto di stenti e dolore, odiato malissimo.

Che poi a rifletterci, Gesù se l’è cercata.

Cioè, si fosse stato zitto al momento giusto sarebbe campato cent’anni con grande soddisfazione. Magari pure portandosi dietro un discreto successo di pubblico e averi.

E invece niente.

Eppure ne aveva avute mille, di avvisaglie. Tutte puntualmente dopo aver parlato troppo.

Avevano provato a gettarlo da un dirupo, e lui quella volta se n’era andato via passando in mezzo alla folla. Avevano provato a tirargli le pietre, a catturarlo, una due tre volte, e via ogni volta a zigzagare tra Cafarnao e dintorni tirandosi dietro gli apostoli.

Sarebbe bastato starsi zitto, rettificare, fare il buonista, dire scusate dai scribi farisei e tutto il cucuzzaro, avete ragione voi, non sono il figlio di Dio.

Basta che facciamo la pace.

E invece oh, niente.

Ma dico io, possibile che non ci arrivava a capirlo?

Eh.

A me, a occhio, pare che avesse capito esattamente.

Anzi mi pare che sapesse esattamente dove andava a parare.

Gesù alla Croce ci è andato prima ancora che gli altri ce lo mettessero.

Ma il fatto è che senza questa Santa Croce, noi non avremmo un Dio credibile.

Uno che quando quaggiù butta male non ti molla.

Un Dio che alla povera mamma di un adolescente che si toglie la vita dice figlia mia stiamo insieme, guarda, scarnificati tutti e due fianco a fianco sulla croce.

Che al marito di una donna che muore di parto dice figlio mio guarda, ci sono, fianco a fianco sulla croce.

Che a un carcerato che si fa schifo perché nessuno lo perdona dice guarda, sto qua pure per te, ladrone disgraziato, se me lo chiedi io sì, ti perdono.

Che a un ragazzo in rotta con la vita con i genitori con la scuola, e con l’odio nel cuore, dice guarda me, non t’arrabbiare, guarda me che per amore a te mi sono fatto maciullare.

Ergo.

A noi ci salva un Dio non buonista, penniente.

Ma misericordioso sì.

Impavido.

E innamorato.

Ecco perché, la Croce salva.

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