Madre come Pace – per il Decennale – di Michela Vitali
Inizio ringraziare la Comunità di Nomadelfia per l’accoglienza, mi emoziona poter portare una visione buddhista in una realtà cattolica così importante e partecipata come la vostra. Grazie a Giorgio per lo spazio che il Centuplo mi ha lasciato in questi anni. Non è usuale, soprattutto in questi tempi di forte divisione, che, pensieri, filosofie e religioni diverse, trovino un punto di incontro per creare bellezza, pace, speranza e fiducia.
Come anticipato svolgo il ruolo di counselor e coach e mi occupo di divulgare la Mindfulness, la filosofia e psicologia buddhista (intesa come scienza della mente) nella relazione di aiuto. Potrei definirmi come una allenatrice della mente, alleno la mente a dimorare in uno stato pacifico.
Per questo quando Giorgio mi ha proposto il titolo del mio intervento Madre come pace mi sono sentita a casa.
In questi giorni ho riflettuto a lungo sulla figura della madre, partendo dalla figura di mamma Irene, che oggi celebriamo. Irene, Mamma per vocazione, che ha scelto di essere la madre di tantissimi bambini, donando loro amore incondizionato, senza alcuna discriminazione.
Mamma Irene ha aiutato la comunità con Amore, Compassione ed Equanimità.
L’amore, la compassione e l’equanimità sono pilastri su cui si regge anche la tradizione Buddhista. Nell’antica tradizione a cui io appartengo, c’è una figura a cui ogni praticante si ispira ed è la figura del Bodhisattva. Il Bodhisattva è un essere umano che ha raggiunto lo stato di realizzazione, sradicando le cause della sofferenza (come l’avversione, la rabbia, l’odio, l’orgoglio) e che, per questo, potrebbe trascendere il corpo abbandonando le sembianze umane, ma sceglie di restare fra gli esseri umani per aiutarli ad evolversi e a realizzarsi. Dai vostri racconti e da ciò che ho letto, penso che mamma Irene fosse molto vicina dall’ essere una Bodhisattva.
Madre come pace: in molti testi antichi si legge che l’essere umano dovrebbe rapportarsi a tutti gli esseri come se fossero state loro madri (con lo stesso rispetto devozione e gratitudine per quanto ricevuto) e per questo restituiscono amorevole gentilezza prendendo a cuore ogni essere senziente con la stessa attitudine di una madre che accudisce i propri figli.
Madre come pace.
Chi accudisce porta pace, chi protegge, chi nutre porta pace, chi ascolta porta pace. Noi donne abbiamo naturalmente questa attitudine materna, indipendentemente dal fatto che siamo madri biologiche o no. Ma qui voglio andare in una direzione più ampia, non parlo solo di madre come donna, vorrei parlare dell’essere madre come di quella attitudine alla cura, all’accudimento, e in tal senso, ogni essere umano ne è capace, non solo la donna, anche l’uomo.
Chiudo il mio intervento con una sfida, un augurio e un invito.
La sfida che ci troviamo di fronte è quella di contribuire a cambiare il paradigma culturale attuale. Come antidoto all’odio, alla supremazia e alla separazione che stiamo vivendo a livello locale e globale, vorrei che ogni donna, ogni uomo, ogni essere umano incarnasse nella vita quotidiana questa qualità di pace materna. Non solo portare pace, ma Essere Pace.
Essere Pace Materna.
Michela


