San Giuseppe da Copertino: il patrono degli studenti che odiava studiare
Gli esami non finiscono mai.
Giuseppe lo sapeva e ci stava di un male che in questi giorni molti ragazzi capiscono benissimo. Non era uno studente modello. Nemmeno avrebbe studiato mai, se non gli fosse nato nel cuore il desiderio invincibile di farsi sacerdote.
A 22 anni, quando a malapena sapeva leggere e scrivere.
Povero Giuseppe, di lui dicevano “è un incapace naturale”.
Non solo perché fosse ignorante di fatto e con un talento unico per combinare macelli.
C’era anche un altro fenomeno stranuccio che gli capitava di tanto in tanto quando era in convento come frate: le estasi. Quando ne era preda lasciava cadere quello che aveva per le mani, facendo incavolare parecchio i suoi confratelli.
Evidentemente la questione degli esami da sostenere per diventare sacerdote non fu cosa semplice da sbrigare per uno come lui. Aveva un sacco di volontà sicuro, ma sui libri penava clamorosamente.
Due mezzi miracoli lo salvano dalla bocciatura permettendogli l’ammissione all’ordine sacro.
Sacerdote quindi, ma che sacerdote.
Umilissimo.
Fratel asino si faceva chiamare, “il frate più ignorante dell’ordine francescano”, quello che non sa fare non sa dire non sa capire. Perciò amava occuparsi dei lavori più semplici, tipo le pulizie in convento.
Però poi a sentirlo parlare delle cose del cielo lasciava di stucco teologi e cardinali.
La scienza infusa, questo è il suo dono maggiore dopo l’umiltà.
E poi manifestava episodi mistici a volontà, compiendo veri miracoli.
Due anni di silenzio di Dio, di aridità spirituale di botto, lo fanno penare più di tutto.
Superata questa prova, fra Giuseppe vola. Letteralmente.
Le lievitazioni capitano mentre contempla un quadro della Vergine, o quando prega, a volte basta semplicemente nominare i nomi di Gesù e Maria. E lui si solleva da terra.
Anche davanti all’inquisizione che lo esamina per capire se si tratti di un ciarlatano che fa i trucchi con la gente.
Nessun trucco. Solo una fedeltà assoluta per il cielo.
San Giuseppe da Copertino, patrono degli studenti, accompagna i nostri ragazzi durante gli esami della vita.
Che realizzino il senso più grande a cui sono chiamati: amare, lasciarsi amare.



