Diventando un po’ il figlio di tutti”: la storia del bambino nato in anonimato che aspetta una famiglia
La legge 194 consente alla donna di scegliere se interrompere o continuare una gravidanza già in corso. Nata con l’obbiettivo di tutelare la donna, è ancora oggi considerata una legge a suo favore.
Ma in realtà non risponde ai problemi di una gravidanza difficile, di chi non riesce a crescere un bambino. Manca una vera prossimità, un sostegno alle donne più sole, ai margini, con poche possibilità di scelta.
Però, nonostante tutto, ci sono donne che scelgono la vita, riconoscendo che il bambino è un essere umano e che il suo primo diritto è quello di nascere.
Solo che, non essendo inserite in un contesto a loro favorevole, il riconoscimento del loro dramma avviene nel momento stesso del parto. E allora può capitare che la donna decida di lasciare il bambino in ospedale.
Tutto è regolarmente disciplinato da una legge che consente il parto in anonimato. I protocolli di questa legge sono ben fatti. L’anonimato è garantito. Per cui, quando il bambino è ancora nella culla del nido, viene segnalato come adottabile.
A questo proposito, Catanzaro Informa racconta la storia di un bambino nato alcuni mesi fa presso il Presidio Ospedaliero “Renato Dulbecco” di Catanzaro.
Nato da un parto in anonimato, è stato affidato all’ospedale in attesa di una famiglia che l’accolga. Il bambino necessita di cure particolari ed è il personale a farsene carico: nutrendolo, curandolo in tutte le sue necessità. Diventando un po’ il figlio di tutti, ricevendo e dando tanto amore.


