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Manuel, il bambino che parlava con Gesù: la storia del “guerriero di luce” in cammino verso la beatificazione

Manuel ha le idee chiarissime.

Nove anni fuori, ma dentro porta una sapienza antica, di chi sa cosa fare e per chi.

Per la sua morte, quindi, dà alla mamma istruzioni precise: vuole che gli facciano indossare la tunica bianca della prima comunione, sotto la testa niente cuscino ma la Bibbia. Aperta al capitolo 17 di Geremia dove sta scritto “Guariscimi, Signore, e io sarò guarito, salvami e io sarò salvato, poiché tu sei il mio vanto”.

Non è possibile, dice tizio. E ci mancherebbe.

Non è possibile che un bimbo di 9 anni viva per 5 anni le sofferenze di una malattia tumorale che dirla aggressiva è poco, sottoponendosi a cure dolorose diligentemente, e intanto passi il tempo a pregare per gli altri.

O a scrivere riflessioni semplici, ma di una profondità teologica.

Eh ma infatti.

C’è il trucco.

Manuel ha un superpotere: quando in ospedale deve fare le cure più dolorose come il prelievo del midollo, che fa un male cane, chiama suor Prisca e le dice di portarlo in braccio nella cappellina. E lei ce lo porta. Lì Manuel vuole stare vicino al tabernacolo, ci appoggia la testa. Un quarto d’ora così, poi dice “Sono pronto”. E lo è sul serio.

Manuel ha priprio il dono di una spiritualità adulta, anzi santa. Ma da santi navigati.

Quando fa la comunione nel suo letto d’ospedale si copre il viso con il lenzuolo. Passa minuti interi così per salutare meglio Gesù.

Se poi sta in cappella, arriva a sdraiarsi a terra davanti all’altare.

Nemmeno i genitori all’inizio capiscono, intervengono, cercano di moderarlo.

Manuel si incavola, perché lui non sta giocando.

Non è fantasia la sua e nemmeno follia.

I suoi dialoghi interiori col cielo si confermano nelle cose che predice e puntualmente accadono. Tra lo stupore di chi lo ascolta.

Quando i medici comunicano ai genitori la presenza di due masse cerebrali, si decide di non dire nulla al bambino.

Ma lui sa già tutto: racconta alla mamma che Gesù gli ha lasciato nella testolina due spine della sua corona.

Manuel è salito al cielo il 20 luglio del 2010, e tre settimane fa a Trapani si è aperto il processo per la sua beatificazione.

Facciamocelo amico, è un guerriero di luce fortissimo.

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