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Nave in rotta verso l’essenziale: genitori, educatori e una comunità accettano la sfida di Alberto Pellai

L’altra sera (25 maggio ndr) la nostra comunità in cammino “Oasi Celestina Donati” composta di genitori e personale educativo, ha avuto il dono di ospitare il Dott. Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ricercatore e professore universitario, che da anni studia e affronta problematiche legate all’educazione alla salute e prevenzione primaria.

Con estrema competenza e semplicità, come studioso e padre di quattro figli, ha raccontato la sua esperienza maturata durante la carriera di medico e durante l’osservazione nella vita privata, del mondo dei bambini e degli adolescenti, in particolare in rapporto all’utilizzo della tecnologia e di come la sua diffusione smodata abbia avuto un forte impatto negativo sul benessere di bambini e adolescenti.

Partendo dalla definizione dello smartphone come luogo e non come strumento, ha riportato numerose ricerche cliniche in cui si sono verificati effetti deleteri,  non solo sul rendimento scolastico (che cala notevolmente nelle scuole NON “smartphone free”), ma anche sulla socialità, nonché sulla salute psico fisica, portando bambini e adolescenti a una vera e propria assuefazione dopaminergica da certi dispositivi, al pari della tossicodipendenza.

I danni provocati “dall’uso dello smartphone al posto della bicicletta” emergono in maniera triste e dolorosa da un aumento esponenziale dei ricoveri, sempre più in tenera età, di bambini e ragazzi nei reparti neuropsichiatrici degli ospedali, al riscontrarsi di patologie quali disturbi visivi, insonnia e alterazione del ritmo cardiaco.

Il dott. Pellai ha spiegato le dinamiche utilizzate dalle big tech per coinvolgere sempre più persone in un mercato che arricchisce pochi a discapito di molti e che è arrivato al suo culmine con la condanna, da parte di alcune Corti di giustizia statunitensi, di tali industrie, colpevoli di aver progettato i loro algoritmi in maniera dolosa, al fine di creare dipendenza negli adolescenti e nei bambini per aumentare i loro profitti.

Come esempio ulteriore ha citato  di come sia stato distorto e abusato a fini economici il termine “Brain rot”, parola dell’anno 2024 secondo Oxford Dictionary, che letteralmente vuol dire  “putrefazione del cervello”, ossia deterioramento dello stato mentale causato da un consumo eccessivo, prolungato e passivo di contenuti digitali considerati banali o privi di valore, e che invece, nelle mani dell’industria speculativa, ha dato vita a carte, loghi e prodotti ampiamente diffusi nelle mani dei bambini sin dall’età della materna.

In maniera chiara e propositiva sono state delineate le alternative da proporre ai nostri figli per una crescita sana e costruttiva, quali sport, scout, compagnia di amici con i quali condividere compiti o giochi, esplorazioni dirette alla ricerca della bellezza, allo sviluppo dei propri talenti e della propria autonomia, quale trampolino di lancio per la vita.

Su intervento di alcuni genitori presenti, il dott. Pellai ha risposto alle domande, volte soprattutto a chiedere strumenti concreti da utilizzare nella vita di tutti i giorni per invertire la rotta e ritornare all’essenzialità di un mondo fatto di relazioni e scoperte.

Abbiamo ascoltato di come valga la pena confrontarsi sempre con le istituzioni scolastiche, riportando le evidenze scientifiche più recenti e proponendo una scuola e una mente libera dagli smartphone,  fino alla possibilità di sottoscrivere veri e propri “patti digitali”. E’ stata esplicata l’importanza di fare “rete” tra noi genitori, sostenendo una linea comune e, come un allenatore incita alla fatica in vista di un obiettivo importante, anche noi possiamo sostenere un training che, seppur non semplice, costituisca una base solida per il futuro dei nostri figli.

L’invito del Dottor Pellai, ad una riflessione profonda e condivisa con tutti gli attori del cammino di crescita dei nostri bambini e ragazzi, diventa un imperativo categorico di fronte a questi dati oggettivi e documentati, che costituiscono l’emergenza educativa di questi tempi.

Questa pone il mondo degli adulti ad esercitare il ruolo necessario di esempio, nella consapevolezza, ormai interiorizzata dai genitori della nostra generazione, che la figura del “padre-padrone” è superata e deleteria, ma che il genitore è guida sicura, stabile, radicata. Figura che sa affrontare attriti e fatiche, forte di una struttura che la rende centrata, pronta a rinunciare alla “facile ricerca della felicità” dei figli, del tutto e subito e della gratificazione immediata. Una figura pronta a sostenere la frustrazione di non essere sempre amato dai propri figli, ma consapevole che non sempre ciò che è giusto è facile e “popolare”.

L’adulto genitore ed educatore, nell’integrare il suo ruolo, deve anche essere capace di fare spazio ai bisogni fondamentali dell’infanzia e dell’adolescenza, partendo dall’esperienza sensoriale -base su cui i bambini costruiscono il proprio io: toccando, manipolando, esplorando, muovendosi- e tornare al “principio di realtà” del fare, del gioco, dell’esperienze di vita vera e che richiedono all’adulto di accogliere e sostenere, il bambino nella sua natura specie-specifica di essere vitale, di ricercatore e sperimentatore del quotidiano.

Ciò richiede da parte nostra impegno, costanza, PRESENZA.

Questa è la vera sfida: saremo noi capaci, nonostante i nostri sbagli, di guardare insieme e camminare nella stessa direzione, che, a quanto pare, va verso un’alleanza educativa che riporti alla bellezza e all’essenziale, alla riscoperta della relazione umana e del rispetto reciproco?!?

E noi, papà e mamme, nonni e zii, maestri e maestre dal cuore sportivo, possiamo solo dire che accettiamo la sfida, invitando a salire su questa nave un equipaggio numeroso e determinato!

Grazie di cuore dott. Pellai

I genitori dell’Oasi Celestina Donati

Qui trovi audio e video dell’incontro

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